TRENTO. Dalle minimoto al campionato mondiale 125: è il sogno che si avvera del roveretano Massimo Parziani. Un traguardo guadagnato con una dura gavetta durante la quale la passione sportiva ha prevalso sui desideri di un ragazzo che tra poco compirà diciannove anni. Ma Parziani è anche il primo pilota motociclista regionale che prenderà parte ad una prova mondiale. La soddisfazione più grande che al Mugello il prossimo 3 luglio, scenderà in pista solo per meriti sportivi e non perchè spinto da sponsor generosi. Al momento infatti, oltre agli sponsor del Team Faenza Racing non c'è nessun altro a sostenerlo economicamente.
Ma sentiamo direttamente da Massimo Parziani, com'è maturata questa possibilità: "Andrò al Mugello grazie a quella wild card che viene concessa ai primi cinque classificati del campionato italiano. Il regolamento prevede la partecipazione alla gara mondiale organizzata dallo stato d'appartenenza, che nel caso dell'Italia è appunto il Mugello"
Una gara secca che influenza può avere sulla carriera?
"Si tratta di un'ottima vetrina. Si corre di fronte e contro i team ufficiali. Fare risultato è chiaramente difficile, ma l'importante è la prestazione in se stessa".
Accanto al sogno mondiale, la realtà del campionato italiano e spagnolo.
"Esatto dopo due gare sono rispettivamente quarto e nono".
Ma perchè la scelta di partecipare anche al campionato spagnolo?
"Perchè è il migliore in assoluto. In Spagna il motociclismo è uno sport alla pari del calcio. C'è selezione e competizione e se si vuole imparare non c'è occasione migliore".
In pista paura o incoscienza?
"Come in tutti gli sport estremi ci vogliono entrambe. Di certo sono situazioni emozionali che si provano prima di partire, ma col semaforo verde tutto scompare, si diventa un'altra persona e si pensa solo alla corsa".
Che significato ha per lei il motociclismo?
"Sta Diventando la mia vita, ho capito che è quello per cui sono nato. Una passione inconscia se da piccolo ho imparato a leggere con Motosprint. In edicola lo indicavo alla mia mamma, al posto dei fumetti volevo la rivista con le moto e pensare che in famiglia nessuno ha la mia passione".
In gara come si definirebbe?
"Freddo e opportunista".
Il suo limite?
"La mia statura, centottantacinque centimetri e quindi il mio peso che è un limite quando si corre con avversari che sono quasi la metà. Per essere competitivo ci vuole un'ottima preparazione fisica ed una dieta ferrea. Il mio ideale non sarebbe tanto la 125, quanto la motodue, ma per il passaggio ci vuole pazienza".
Il sacrificio più pesante?
" Le notti che ho passato in macchina rientrando dalla Spagna per arrivare in tempo a scuola. Ma per fortuna adesso è tutto finito e con l'università penso che sarà tutto più facile".
Al Mugello andrà senza sponsor, a questo proposito ha qualcosa da dire?
"Prima di tutto voglio ringraziare i miei genitori che stanno facendo l'impossibile nel disinteresse generale. E facile sponsorizzare chi è già arrivato, mentre è difficile credere in chi si deve ancora affermare".
Il suo team da chi è composto?
"Prima di tutto dalla mia moto:un'Aprilia RSW GP con pneumatici Dunlop. Poi c'è Luca Greghi come capo tecnico e Alessandro Saccani in qualità di meccanico".