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PERGINE. Uno sparuto numero di giocatori, alcuni di Pergine altri venuti dal Bolzano, non sono bastati per giocare domenica scorsa ad Appiano, nell’ottava giornata del campionato di hockey di serie A2. La maggior parte dei giocatori che fanno parte del roster non si è infatti presentata domenica sera e i sei giocatori messi a referto non bastavano, secondo il regolamento, per iniziare l’incontro, e quindi tutti a casa, in attesa del probabile 5-0 a favore dell’Appiano.
La squadra ha ormai chiuso, abbandonando ad un quarto del campionato la A2? All’interrogativo non hanno saputo rispondere nemmeno alcuni dirigenti storici, il ds Massimo Benini e l’ex presidente, ora vice, Antonio Avancini dai quali, nonostante tutto, ci si attendevano spiegazioni e qualche buona notizia. Nulla è ancora stato deciso e si attendono i risultati degli incontri di ieri sera, forse anche di oggi e domani per sapere se venerdì 26 l’Hc Pergine Solarplus scenderà in campo al palaghiaccio di casa contro l’Egna Riwega.
Nelle poche parole raccolte c’era sconforto, delusione, incertezza, rabbia, ma ancora la speranza di trovare una via di uscita in extremis, comprese quelle dell’allenatore Marco Liberatore, per una situazione che senza un ulteriore aiuto esterno, sembra insanabile.
Una crisi nata dalla situazione finanziaria della società, piuttosto pesante, che è precipitata per il mancato introito del contributo degli sponsor, denaro che serve anche a pagare i giocatori, molti dei quali sono dei professionisti.
I dirigenti non sanno cosa dire, cosa fare in questo frangente, sanabile solo con uno o più sponsor che intendono sostenere l’Hc Pergine, una società finora sana, con una gestione oculata, con alle spalle trent’anni di attività basata sulla passione dei dirigenti e del volontariato. In un’isola dove fino dagli anni ’50 si pattinava e si giocava ad hockey, che ha centrato anche risultati importanti, ma che ha soprattutto guardato ai giovani, creando un vivaio di qualità con una decina di squadre che hanno già prodotto giocatori di rilievo, alcuni finiti anche in maglia azzurra.
Che spazi ci sono ancora per proseguire? Avancini e Benini non lo dicono, sperano come altri dirigenti e tecnici che il lavoro svolto e il progetto avviato con l’ascesa della squadra in A2 sia in qualche modo ancora realizzabile, recuperando qualche risorsa. Uno sprone viene dall’allenatore Marco Liberatore, entusiasta del progetto, personalmente molto deluso per questa situazione, ma determinato a non molare finché c’è una qualche speranza. «Combatteremo fino alla fine, per il Perzen» sono state le sue parole al termine del commento sulla situazione e sulle prospettive che la squadra ha ancora di mantenere il suo posto e il suo ruolo nel campionato in corso. (f.v.)
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