KÖNIGSEE (Germania). La sua vita viaggia su uno slittino, la sua immensa passione. Ama la velocità e il suo idolo è Armin Zöggeler perchè "nessuno sa guidare la slitta come lui". Lei è Sandra Gasparini, una donna sola nel mondo ovattato dello slittino su pista artificiale. Sola, si perchè è l'unica atleta italiana in squadra, ma coccolata da tutti. Sandra, ventenne vipitenese di nascita che deve il cognome ad una bisnonna di Parma, in questi giorni è a Königsee, località della Baviera, una delle culle mondiali di questo sport.
Non essendo tra le migliori dieci al mondo, anche se lei annuncia che "presto ci arriverà", oggi deve passare dalle qualifiche per poter figurare nella starting list della prova ufficiale di Coppa di domani. «Ormai per me è una tappa obbligata anche se devo dire che sono sempre riuscita a qualificarmi. Mi devo classificare nelle prime 14», ha detto la portacolori dell'Esercito che il 30 dicembre scorso ha vinto a Cesana il terzo tricolore consecutivo. Tre scudetti, tre volte senza avversarie.
Non si sente sola in squadra ?
«Il clima è buono, ormai mi sono abituata e non è assolutamente un problema essere l'unica donna. Devo dire che sono spesso con Oberstolz e Gruber. Ero assieme a loro quando è morto Kumaritashvili nell'ultima prova ufficiale delle Olimpiadi. E' stato bruttissimo, ma loro mi hanno detto di restare tranquilla perchè io ero esperta».
Perchè ha scelto proprio lo slittino su pista artificiale in un Paese dove non ci sono piste ?
«E' da quando avevo quattro anni che sono sulle slitte. Fino a 14 anni praticavo lo slittino su pista naturale. Mi piaceva molto. Poi ho provato quello su pista artificiale e mi sono subito appassionata. Diciamo che la motivazione in più è stata quella che rientra nel programma delle Olimpiadi».
Cosa ricorda della sua prima discesa ?
«Una caduta sul budello di Oberhof».
Questa stagione sta andando bene, ha o è cambiato qualcosa ?
«Ho maggior esperienza e anche la sicurezza è aumentata - ha affermato la Gasparini che all'esordio di Coppa a Igls ha centrato il suo miglior piazzamento in carriera, un sesto posto -. C'è da dire che conosco meglio anche le piste e il lavoro dei tecnici sulla slitta è molto buono».
Ha un tracciato che predilige ?
«Mi sono bene su quelli tecnici come Cesana e Lake Placid. Mi esalto quando ho la situazione sotto controllo. Il mio record di velocità è stato di 137 chilometri orari, toccato a Whistler (il pericoloso budello di Vancouver, ndr)».
Si è già prefissata il traguardo di questa stagione ?
«Dare il meglio e migliorarmi gara dopo gara».
... e il sogno nel cassetto ?
«Eh, è duro poterlo dire - sorride Sandra che lo scorso anno ha conquistato l'argento ai Mondiali juniores sempre nel catino vicino a Innsbruck -. Tra qualche anno salire sul podio ai Mondiali e diventare la prima atleta non tedesca dal 1997 a vincere in Coppa del mondo».
Lei guarda ai Giochi di Sochi 2014 ?
«Ovviamente si. Avrò 24 anni, più esperienza e spero di aver imparato tanti altri segreti».

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