TRENTO. Daniela Bonomini ha fondato CiEffe, società di formazione impegnata a rispondere alle necessità aziendali emerse dalla continua trasformazione del mercato del lavoro e delle relazioni internazionali.

Bonomini, ancora trentina o bolzanina o bresciana?
Assolutamente trentina, benché, essendo io nata e cresciuta a Storo, qualche influenza bresciana, per il vicino confine, l'ho sempre avuta. Certo ormai sono più gli anni vissuti a Trento, dove ho iniziato l'università nel 1990 e dove tutt'ora vivo, che quelli trascorsi a Storo. In genere viene sempre facile denigrare il luogo dove si vive, ma poi, confrontandolo con altre realtà, ci si rende conto dei punti di forza di cui godiamo ogni singolo giorno.

Dopo la laurea quali sono state le sue prime esperienze lavorative?
Dopo aver conseguito la laurea in Economia, ho frequentato un master presso l'allora Accademia di Commercio e Turismo di Trento (ora Accademia d'Impresa), "Marketing Manager per le imprese dei Servizi" e ho cominciato a lavoricchiare un po' (in orario serale) come tutor di percorsi formativi per alcuni enti sul territorio. Al termine del Master, nel 2000, ho iniziato una collaborazione più stretta con un ente privato per la gestione e rendicontazione di percorsi formativi finanziati dal Fondo Sociale Europeo.

Come è nata CiEffe?
CiEffe nasce nel 2005, quando ho voluto dare una forma più strutturata a quelle collaborazioni che ormai avevo costruito e sviluppato sul territorio di Trento, per fornire consulenza e servizi formativi agli enti accreditati in Provincia per erogare formazione finanziata. Nel 2008 CiEffe riceve l'Accreditamento per operare in partenariato con la Provincia di Trento su avvisi e bandi a valere sul Fondo Sociale Europeo; da qui inizia l'attività che ha fatto crescere l'azienda fino ad oggi e che ci ha permesso di aprire molti altri canali di operatività oltre che di estendere il nostro impegno su nuovi territori come quello altoatesino prima e lombardo poi.

In quale dei territori su cui opera CiEffe la sua attività è meno complicata?
Sicuramente il territorio trentino è quello più conosciuto e sperimentato, quindi forse il più semplice, ma anche il territorio altoatesino, dove siamo presenti ormai da quasi 5 anni, e che all'inizio un po' intimoriva per quell'idea comune che sia un territorio chiuso e "geloso", ci sta offrendo modalità, opportunità e riconoscimenti per nulla scontati e per questo anche più apprezzati. La Lombardia invece è l'obiettivo di crescita del 2023 che parte dall'assoluta diversità di territorio, di tessuto sociale ed economico rispetto alla nostra Regione, e per questo molto interessante e sfidante.

Riesce a conciliare lavoro e famiglia?
Credo di si, forse perché non rinuncerei mai né all'uno né all'altro... Sicuramente non è semplice, ma è fattibile. Ho imparato negli anni "a stare sempre in tutte le cose che faccio con entrambi i piedi" e quindi, quando lavoro, lavoro, quando sono in famiglia, sono in famiglia, quando mi concedo momenti per me (in verità pochi, ma, in fondo, per scelta) sono con me stessa. Credo che ognuno di noi possa decidere per sé, ha la responsabilità per farlo e quindi deve scendere a dei compromessi inevitabili, senza che diventino fonte di frustrazione e malessere.

In quanto donna, si è mai sentita discriminata/emarginata/poco considerata?
In verità non più di chiunque altro; per tutti, per tanti comunque, ci possono essere dei momenti, delle occasioni in cui ci si deve imporre e sta ad ognuno volere o non volere imporsi, in funzione di quello che c'è in gioco e delle energie che si hanno…

Quali sono secondo lei le capacità che le hanno consentito di creare e condurre un'azienda?
Volontà, caparbietà, responsabilità, senso del dovere, determinazione e un po' di sana leggerezza.

Domanda retorica (forse): Esiste nel suo campo lavorativo il "soffitto di cristallo"?
Il campo della formazione è un campo altamente femminile, soprattutto nelle figure che si occupano di implementazione e gestione di formazione finanziata; noi, ad esempio, in azienda siamo ormai quasi 30 con solo due figure maschili all'interno. Pertanto mi sento molto tranquilla nel dire che in questo campo, se una persona, uomo o donna che sia, vuole investire in competenza e dedizione, lo spazio c'è, lo spazio lo si trova; ma attenzione: sono indispensabili competenza e determinazione, come forse in ogni altro settore, d'altronde…

Oltre il lavoro, quali sono i suoi interessi?
Questo è un tasto dolente...fa parte delle scelte di cui sopra: gli interessi, quelli più personali (adoravo, e teoricamente adorerei ancora, leggere, fare jogging e attività fisica in generale, viaggiare) li ho, da 6 anni a questa parte, accantonati: sei anni fa è nato mio figlio e il tempo extralavorativo lo dedico a lui, alla mia famiglia e ai miei genitori; non ne resta molto altro, almeno per ora.... Ma li ho accantonati, non abbandonati.

Quali sono i suoi progetti per il futuro? E i suoi sogni? Cosa vorrebbe realizzare?
Mi piacerebbe molto riuscire a far diventare CiEffe un progetto condiviso con le persone che negli ultimi anni hanno creduto nel mio progetto; vorrei diventasse un nostro e, col tempo, un loro progetto che possa io condividere. Vorrei veder crescere ulteriormente le persone con cui vivo le mie giornate ed accorgermi che loro sono meglio di me, e lo sono già anche solo per il fatto che sono più giovani, con più energie, con idee nuove e mentalità più aperte.... Ecco, mettere insieme queste caratteristiche con quel po' di esperienza che mi sono fatta io negli anni, potrebbe essere il punto di arrivo per una nuova avventura. E quindi riprendermi quel tempo che ho accantonato.

Cosa si augura per suo figlio?
Che possa essere un uomo con nessuna paura di guardarsi allo specchio, qualsiasi cosa scelga.