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Piancavallo (udine). Tao Geoghegan Hart ha vinto la tappa e ha regalato la quinta vittoria al Team Ineos al Giro d’Italia numero 103. Wilko Keldermann ha messo alla frusta i compagni di squadra e ha staccato Joao Almeida, che ha stretto i denti e per 15” ha mantenuto la maglia rosa. Sono i nomi e i volti dei tre grandi protagonisti della frazione con arrivo in salita a Piacavallo. Tutti e tre vincitori, ognuno a modo proprio.
I battuti di giornata, invece, sono Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo: in tanti aspettavano un loro attacco, ci speravano. Entrambi si sono staccati e, salvo colpi di scena, dovranno accontentarsi delle posizioni di rincalzo nella classifica generale. Presto per dirlo, a fronte di un’ultima settimana ricca di insidie, ma le indicazioni raccolte ieri non lasciano grande spazio ai sogni di gloria. L’impressione è che, con il Geogegan Hart visto ieri, il siciliano avrà vita dura anche per conquistare un posto sul podio. Lo dice la classifica: il messinese al momento è settimo.
L'ultima settimana di corsa - e Nibali questo lo sa bene - è da sempre quella decisiva. La realtà di Piancavallo, intanto, ha detto che l’olandese Keldermann è il più brillante in salita, spalleggiato da un Hindley che va altrettanto forte, non a caso terzo nella generale a 2’56” da Almeida. Il 24enne australiano ha imposto un ritmo indiavolato lungo l’ascesa finale: i primi ad alzare bandiera bianca sono stati Fuglsang e Pozzovivo. Poi è toccato a Pello Bilbao, a Vincenzo Nibali e a Rafal Majka.
Ripreso l’ultimo dei fuggitivi di giornata, l’australiano del Team Ineos Rohan Dennis, la corsa si è infiammata sulla salita conclusiva di Piancavallo, 14,5 chilometri al 7,8% di pendenza media, con una prima parte più impegnativa e un tratto conclusivo più “pedalabile”.
Sembrava il terreno ideale per Nibali, lo è stato invece per Keldermann, trainato dall’indiavolato Hindley. A 8 chilometri dal traguardo Nibali e compagnia erano già attardati: 1000 metri dopo ha cominciato a perdere colore in viso anche Almeida, che ha comunque stretto i denti e ha mantenuto a vista i battistrada.
Al comando, a quel punto, sono rimasti in tre, Hindley, Keldermann e il 25enne britannico Tao Geoghegan Hart. Il duo della Sunweb ha cercato di mettere più luce possibile tra sé e la maglia rosa, che però non è naufragata. Keldermann ha sacrificato le ambizioni di vittoria di tappa per tentare l’assalto alla leadership, guidando il terzetto di testa nel finale. A alzare un dito verso il cielo, con dedica all’ex direttore sportivo Nicolas Portal (recentemente scomparso), è stato Geoghegan Hart, che ha regalato il quinto successo al Giro 2020 al Team Ineos Grenadiers, bravo a reinventarsi dopo l’abbandono forzato del capitano Geraint Thomas. Il nuovo leader è proprio il vincitore della frazione di Piancavallo, che ora ha la top 3 della generale nel mirino.
Nibali ha chiuso a 1’38” dal vincitore di giornata, in un gruppetto con Pello Bilbao e Fuglsang, con Pozzovivo a 1’54”. Il siciliano ora è settimo in classifica a 3’50” da Almeida. Un gap difficile da colmare. Oggi c’è il secondo giorno di riposo. Domani la sedicesima tappa, 229 chilometri molto mossi, da Udine a San Daniele del Friuli. L.F.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I battuti di giornata, invece, sono Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo: in tanti aspettavano un loro attacco, ci speravano. Entrambi si sono staccati e, salvo colpi di scena, dovranno accontentarsi delle posizioni di rincalzo nella classifica generale. Presto per dirlo, a fronte di un’ultima settimana ricca di insidie, ma le indicazioni raccolte ieri non lasciano grande spazio ai sogni di gloria. L’impressione è che, con il Geogegan Hart visto ieri, il siciliano avrà vita dura anche per conquistare un posto sul podio. Lo dice la classifica: il messinese al momento è settimo.
L'ultima settimana di corsa - e Nibali questo lo sa bene - è da sempre quella decisiva. La realtà di Piancavallo, intanto, ha detto che l’olandese Keldermann è il più brillante in salita, spalleggiato da un Hindley che va altrettanto forte, non a caso terzo nella generale a 2’56” da Almeida. Il 24enne australiano ha imposto un ritmo indiavolato lungo l’ascesa finale: i primi ad alzare bandiera bianca sono stati Fuglsang e Pozzovivo. Poi è toccato a Pello Bilbao, a Vincenzo Nibali e a Rafal Majka.
Ripreso l’ultimo dei fuggitivi di giornata, l’australiano del Team Ineos Rohan Dennis, la corsa si è infiammata sulla salita conclusiva di Piancavallo, 14,5 chilometri al 7,8% di pendenza media, con una prima parte più impegnativa e un tratto conclusivo più “pedalabile”.
Sembrava il terreno ideale per Nibali, lo è stato invece per Keldermann, trainato dall’indiavolato Hindley. A 8 chilometri dal traguardo Nibali e compagnia erano già attardati: 1000 metri dopo ha cominciato a perdere colore in viso anche Almeida, che ha comunque stretto i denti e ha mantenuto a vista i battistrada.
Al comando, a quel punto, sono rimasti in tre, Hindley, Keldermann e il 25enne britannico Tao Geoghegan Hart. Il duo della Sunweb ha cercato di mettere più luce possibile tra sé e la maglia rosa, che però non è naufragata. Keldermann ha sacrificato le ambizioni di vittoria di tappa per tentare l’assalto alla leadership, guidando il terzetto di testa nel finale. A alzare un dito verso il cielo, con dedica all’ex direttore sportivo Nicolas Portal (recentemente scomparso), è stato Geoghegan Hart, che ha regalato il quinto successo al Giro 2020 al Team Ineos Grenadiers, bravo a reinventarsi dopo l’abbandono forzato del capitano Geraint Thomas. Il nuovo leader è proprio il vincitore della frazione di Piancavallo, che ora ha la top 3 della generale nel mirino.
Nibali ha chiuso a 1’38” dal vincitore di giornata, in un gruppetto con Pello Bilbao e Fuglsang, con Pozzovivo a 1’54”. Il siciliano ora è settimo in classifica a 3’50” da Almeida. Un gap difficile da colmare. Oggi c’è il secondo giorno di riposo. Domani la sedicesima tappa, 229 chilometri molto mossi, da Udine a San Daniele del Friuli. L.F.
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