TRENTO. La gioia d'argento di Mirko Nenzi e Valentina Marchei da una parte, l'amarezza della meranese Yvonne Daldossi dall'altra. Sentimenti e risultati diametralmente opposti quelli maturati nelle gare di pattinaggio di ieri per i colori azzurri, con l'inatteso secondo posto di Nenzi nei 1.500 metri del pattinaggio di velocità e l'argento in rimonta (quello sì atteso e sperato) di Valentina Marchei nel pattinaggio di figura femminile. A fare da controcanto, purtroppo, la caduta nella seconda “run” della altoatesina Daldossi nei 500 metri del pattinaggio di velocità, pronta comunque a rifarsi nei 1.000 metri, la distanza a lei più congeniale.

NENZI BIS. Ventunenne finanziere di Venezia, iscritto alla facoltà di scienze cognitive dell’Università di Trento, Nenzi ha chiuso ottimo secondo nella prova dei 1.500 metri maschili disputati sull'anello dell'Ice Rink di Baselga di Piné, replicando il risultato conquistato venerdì nella gara dei 500 metri. L'azzurro è stato battuto solo dal polacco Jan Marek Szymanski, già medaglia d’oro sui 5.000 metri alle Universiadi trentine ed uno dei protagonisti in Coppa del Mondo sulla distanza. Il sogno di Nenzi, che ha ottenuto il tempo di 1.48.54, è durato sino all’ultima batteria, quando il 24enne Szymanski ha fatto registrare il miglior tempo (1.47.80) abbassando di 74 centesimi quello dell’azzurro. La medaglia di bronzo è andata al coreano Joo Hyong Jung, battuto per 20 centesimi da Nenzi nella stessa batteria, che ha visto l'azzurro sempre al comando, calato leggermente nel finale in virtù della sua natura di sprinter. Sono finiti più lontani gli altri azzurri: 17esimo il trentino Andrea Stefani (1.52.45), 18esimo il meranese Jan Daldossi (1.52.67).

«Due medaglie d’argento in due giorni non le avevo mai vinte – continua Nenzi – e la dedica è per i miei genitori per i sacrifici fatti in questi anni e per avermi sempre sopportato nonostante il mio carattere non sempre facile. Vengo dal pattinaggio a rotelle, ma vincere sul ghiaccio da più soddisfazione perché lotti contro te stesso. Sono nato a Marano a pochi chilometri da Venezia, ma ora vivo quasi tutto l’anno sull’Altopiano di Pinè».

STUPENDA MARCHEI. La medaglia era attesa e per poco non c'è scappata quella pesante. Valentina Marchei occupava il terzo posto della classifica dopo il programma breve di venerdì: il suo programma libero di ieri è risultato essere il migliore in assoluto e per l'inezia di 1,80 punti la 27enne iscritta all'Università San Raffaele di Milano (che parteciperà alle Olimpiadi di Sochi) non è riuscita a centrare un insperato oro. Al termine del programma libero la milanese ha chiuso con 160,18 punti, alle spalle della russa Sofia Biryukova (161.92) e davanti all'altra russa Sofia Mishina (154.89). Le altre italiane Roberta Rodighiero e Francesca Rio hanno concluso in ottava e decima posizione.

AMAREZZA DALDOSSI. La gara è stata vinta dalla coreana Kim Hyun Yung (secondo e primo tempo nelle due serie) con il tempo finale di 79.03, che le ha permesso di precedere le connazionali Park Seung Ju (79.17) e Ahn Jee Min (79.45). Al termine della prima prova, però, al comando c'era la meranese Daldossi, caduta malamente dopo appena tre metri della seconda e decisiva prova dei 500 metri femminili di pattinaggio di velocità. «La prima distanza è andata benissimo – ha spiegato a fine gara Yvonne Daldossi – Nei secondi 500 metri forse ho voluto strafare e sono inciampata dopo tre passi. Peccato, era una gara molto importante per me e per la squadra azzurra. Ora spero di rifarmi sui 1.000 metri». (l.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA