Nuovo appello della sezione di Rovereto, presieduta dall'etologa Ivana Sandri: plauso ai Comuni che hanno emanato divieti, delusione per chi non lo fa (come la stessa città della Quercia e Trento), vademecum per proteggere i propri amici pelosi dai traumi connessi con il frastuono assordante e altri rischi legati ai materiali pirotecnici
Il monito è arrivato anche per i cacciatori: «F36 e MJ5 sono morti per atti di bracconaggio, prima che l’ursicida Fugatti potesse applicare la sua condanna a morte. Abbiamo sollecitato, ma è stato fatto ben poco fino ad ora»
L’invito dell’Ente è stato quello di aprire un tavolo per negoziare la questione grandi carnivori a livello nazionale: il sollecito direttamente al Ministero dell’Ambiente
Per l’ente protezionistico c’è anche il pericolo bracconaggio: «Non vorremmo che l'orsa subisca la stessa sorte di MJ5 e F36, uccisi da ignoti dopo l’ordinanza di Fugatti»
L’associazione ambientalista punta il dito contro la Provincia:« Non si sono visti cassonetti anti-orso, campagne di sensibilizzazione, chiusura al pubblico delle aree a rischio». Rinnovato l’appello contro la soppressione degli esemplari problematici
Secondo l’ente a protezione degli animali: “C'è il rischio di una esplosione del bracconaggio e di una campagna di sterminio. La responsabilità politica di queste morti ricade tutta su Maurizio Fugatti”
La responsabile Ivana Sandri ha lanciato un appello per permettere anche a loro di poter passare la notte in un posto caldo assieme al loro amico a quattro zampe
E sui social spopolano i video di eseguimenti – fra Storo e la val di Ledro – di plantigradi. L’associazione chiede aiuto per individuare chi insegue e mette in pericolo la fauna selvatica, mettendo nello stesso tempo in pericolo anche le persone