Un fantastico regalo di Natale per i territori delle Pale di San Martino: la settimana scorsa, il noto scultore vicentino Marco Martello in arte Martalar ha inaugurato una nuova opera sui monti trentini, la Guana del Primiero, ispirata alle figure di ninfe che abitano le leggende dolomitiche e la memoria alpina. 

Scrive Martalar presentando l'opera (qui nella foto dal profilo Fb di Martalar), commissionatagli dal Comune di Fiera e ubicata nel parco del benessere del Navoi: «Sette metri di altezza, con oltre 2000 pezzi e radici di legno raccolti nei boschi della tempesta Vaia».

Gli alberi abbattuti dalla furia del vento rinascono così come simbolo di resilienza.

«A Primiero - si legge ancora nel post Fb di Martalar che annuncia la nuova opera - le Guàne erano delle ninfe, che vivevano in simbiosi con i torrenti o i laghi. 
Secondo la tradizione, abitavano presso il Sass de le Guàne sotto Castèl Pietra e incarnavano un naturale principio di armonia, legato alla cura e al rispetto dei luoghi scelti.

Potevano entrare in contatto con gli uomini, fino anche a creare una famiglia, a patto che nessuno le costringesse a svelare la loro vera natura. 
Se però il marito insisteva nel costringerle a rivelare il loro mistero, sarebbero subito scomparse, senza ritornare mai più.

Se qualcuno poi le infastidiva, inseguendole contro la loro volontà, si gettavano nell'acqua e si sottraevano agli importuni, trasformandosi in lontre, l'animale da sempre simbolo della comunità di Primiero: le Guane-lontre guizzavano cosi via, veloci nella corrente, dileguandosi in un istante».

Fra le numerose opere realizzate da Martalar, originario dell'altopiano di Asiago, celebre il Drago di Vaia a Lavarone, meta di migliaia di visitatori, che nell'agosto 2023 fu distrutto da un rogo doloso e quindi ricostruito dall'artista.

Scultura assai nota e molto visitata è anche la Lupa del Lagorai (a Vetriolo Terme, quota 1600 m): simbolo del ritorno della fauna selvatica. Inoltre, Martalar ha recentemente realizzato, fra l'altro, L'Aquila Vaia di Marcesina (Grigno, 7 metri di altezza, 5 di lunghezza): la più grande aquila in legno d'Europa, con lo sguardo verso le aree colpite da Vaia, situata in località Barricata, fazzoletto trentino sull'Altopiano di Asiago.

Sulle Dolomiti Bellunesi svetta invece il Cervo del Fertazza (Cima Fertazza, Dolomiti): 7 metri di altezza, con vista panoramica su cime mitiche come Pelmo e Civetta, simbolo di forza montana.

Al confine fra Trento e Belluno, in località Celado, svetta invece il Grifone, scultura monumentale, alta circa 6 metri e lunga 9, domina la conca del Tesino con vista sujlla Cima d'Asta: simboleggia l'unione tra Trentino e Veneto fondendo l'aquila (emblema trentino) e il leone alato (veneto), ed è stata creata anche in questo caso con legno recuperato dalla tempesta Vaia.​

Marttalar firma tra le altre sculture naturali anche il Leone alato di Seren del Grappa, Belluno (MVC Store ) e quello di Tarzo (sulla pedemontana trevigiana), l'Haflinger di Strembo (val Rendena) e il Gallo di Vaia (a Gallio, Altopiano dei 7 Comuni).