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CASTEL TESINO. Commerciante, imprenditore, libraio, alpino. Lino Stefani, a 95 anni, se n’è andato. si è addormentato all’ospedale di Bolzano, dov’era ricoverato da un paio di settimane per varie patologie pregresse, e non si è più svegliato. La notizia ha colto il capoluogo altoatesino come un fulmine a ciel sereno perché, inutile negarlo, Lino, classe 1926, pareva essere lì da sempre e per sempre si pensava sarebbe rimasto, a presidiare il suo negozio, la sua vera passione assieme allo sci: la libreria Cappelli di piazza Vittoria, uno dei più importanti e storici presidi culturali dell’intera popolazione italiana dell’Alto Adige.
Una vita, la sua, vissuta intensamente, estremamente dinamica, come imprenditore ma non soltanto, mai fermo un attimo neanche a tarda età, con gli exploit sciistico-sportivi arrivati dopo gli anta e la voglia, anche da ultra ottuagenario, di percorrere in lungo e in largo le Dolomiti in auto con gli amici più cari, anche in pieno inverno, di notte, con metri di neve e passi chiusi al transito, solo per poter presenziare alla presentazione di un libro sulla grande guerra.
Funerali in forma privata
Per volere della famiglia, da sempre riservatissima, per i funerali è stata scelta la forma strettamente privata. Il figlio Stefano racconta: «Ancora a gennaio, a 94 anni suonati, girava in macchina da solo. Aspettavamo che lo dimettessero per iniziare la riabilitazione, ma stanotte ci hanno chiamati che se n’era andato». Anche le commesse storiche della libreria Cappelli stentano a farsene una ragione: «Era qui fino a pochi giorni fa, sempre in negozio a tener d’occhio la situazione, ora sarà difficile abituarsi».
Quasi un secolo di storia
Per iniziare a raccontare la sua vicenda personale, non c’è niente di meglio che qualche estratto dalle numerose interviste che nei decenni Lino Stefani aveva concesso all’Alto Adige, soprattutto come decano del commercio nella Bolzano nuova a ovest del Talvera - e come tale sempre informato, aggiornato e lucido analista della situazione economica e sociale di corso Libertà e dintorni - ma pure come mitico presidente, per decenni, della società sportiva Ase Catinaccio.
Il racconto
«Sono nato a Castel Tesino – raccontava Lino Stefani – ma, nel 1926, quando avevo solo otto mesi, la mia famiglia si era trasferita a Bolzano, dove mio padre aveva trovato lavoro presso la centrale di Cardano, in costruzione per conto della Società idroelettrica del fiume Isarco».

