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TRENTO. Un segnale molto forte sull’urgenza di un cambio di marcia nell’agricoltura biologica del Trentino da realizzarsi però in piena intesa con tutti gli attori protagonisti, è venuta ieri mattina, 21 gennaio, in una conferenza stampa organizzata da Walter Nicoletti presso la Cantina di Trento. I presidenti dei tre biodistretti esistenti in Trentino: Giuliano Micheletti Biodistretto Trento, Michele Bortoli presidente Biodistretto Valle dei Laghi e loris Cimonetti presidente Biodistretto Valle di Gresta hanno dato un forte segnale di unità d’intenti e nel medesimo tempo di grande attenzione e rispetto per i produttori che hanno scelta la produzione integrata.
I tre biodistretti racchiudono in tutto 400 aziende delle 1400 aziende biologiche del Trentino aziende che coltivano 1400 ettari di terra coltivata su un totale di 9000 ettari coltivati biologicamente. L’agricoltura biologica hanno affermato i presidenti, rappresenta una voce importante all’interno del settore primario, non solo per i fatturati in costante crescita, ma anche per la ricaduta positiva in termini di tutela e promozione del territorio. Per questo ritengono di meritare un ruolo centrale dell’agricoltura biologica nelle linee indirizzo dell’agricoltura trentina.
Concretamente i tre portavoce dei distretti, hanno fatte una serie di richieste all’ente pubblico, senza per questo dimenticare la grande importanza di un raccordo molto stretto con l’agricoltura integrata.
Queste le principali richieste formulate: ottenere il riconoscimento giuridico e l’accreditamento al Tavolo Verde (la sede dove vengono tracciate le linee guida dell’agricoltura trentina n.d.r), anche in vista dell’ormai prossima revisione da parte della Provincia della legge sull’agricoltura biologica;
In quest’ottica va vista anche l’urgenza di potenziare l’Ufficio per le Produzioni Biologiche della Provincia che deve andare oltre il ruolo ispettivo per assumere a tutti gli effetti un ruolo di supporto e di raccordo con l’intero sistema. Una precisa richiesta riguarda la sburocratizzazione del settore, confermata da tante nostre interviste ai giovani che spesso rifiutano di passare formalmente al biologico per l’eccesso di burocrazia che questo comporta.
Ma è evidente che un rilancio del settore non può non contare sul potenziamento dell’Unità biologica della Fondazione Mach sia sul tema della ricerca e della sperimentazione che su quello del trasferimento tecnologico e della didattica considerato che questo comparto rappresenta il futuro della sostenibilità della nostra terra sia sul piano economico che su quello sociale ed ambientale.
Fondamentale il supporto di Trentino Marketing che deve capire che investire sulla promozione dei prodotti biologici vuol dire fare la miglior promozione del marketing territoriale di questa nostra terra.
Apprezzamento è stato riservato all’assessora all’Agricoltura Giulia Zanotelli per le risorse stanziate quest’anno a favore del settore biologico, con il quale supportare le attività delle aziende.
