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ROVERETO. Mobilitazione all'Arcese per manifestare contro il piano di "alleggerimento" aziendale che prevede 250 licenziamenti. Di buon mattino un centinaio di dipendenti hanno bloccato i cancelli della sede a Mori Stazione, costringendo i camion in ingresso a fermarsi. A sostenere lo sciopero i Cobas, il cui portavoce Antonio Mura annuncia un'altra astensione dal lavoro per oggi. «Contiamo di riuscire a parlare in giornata con l'assessore Olivi».
Lo sciopero è partito poco dopo l'alba, i primi camionisti sono arrivati di buon'ora e alla spicciolata se ne sono aggiunti altri fino ad arrivare a circa 130. Un numero sufficiente per picchettare (senza però ostacolare il lavoro della ditta, la manifestazione aveva solo lo scopo di richiamare sulla vicenda l'attenzione della pubblica opinione) i cancelli fino all'arrivo di trattori Arcese con targa romena, polacca o slovacca, colti nell'atto di caricare rimorchi italiani. Secondo i Cobas, una chiara dimostrazione della strategia della ditta «che continua a produrre profitto rivolgendosi a una manodopera sottopagata rispetto agli standard italiani, come i loro camionisti slovacchi e romeni assunti nei propri paesi con relativi stipendi, mentre a Rovereto il lavoro manca e si dichiara una crisi che in realtà è una situazione costruita ad arte».
A Olivi i Cobas andranno a spiegare ciò che hanno sempre sostenuto, ovvero che la ristrutturazione in corso, e la conseguente messa in mobilità di 250 lavoratori cozza contro i finanziamenti incassati dalla Provincia attraverso il braccio operativo Trentino sviluppo (18 milioni e mezzo di euro con l'operazione di back-lease) e soprattutto contro l'impegno, sottofirmato dall'azienda, di mantenere inalterati gli organici in Trentino fino alla fine del 2015. Incongruità che secondo i Cobas si spiegano solo nel quadro di un ricollocamento dell'azienda su scala internazionale, appoggiandosi cioè sulle filiali estere, dove la manodopera costa molto meno e garantisce maggiori margini di guadagno. Ieri l'assemblea dei lavoratori ha votato per un secondo giorno di sciopero. Oggi dunque ancora braccia incrociate, mentre una delegazione di autisti e il portavoce dei Cobas Antonio Mura saliranno all'assessorato all'industria per parlare con l'assessore Alessandro Olivi.
Lo sciopero è partito poco dopo l'alba, i primi camionisti sono arrivati di buon'ora e alla spicciolata se ne sono aggiunti altri fino ad arrivare a circa 130. Un numero sufficiente per picchettare (senza però ostacolare il lavoro della ditta, la manifestazione aveva solo lo scopo di richiamare sulla vicenda l'attenzione della pubblica opinione) i cancelli fino all'arrivo di trattori Arcese con targa romena, polacca o slovacca, colti nell'atto di caricare rimorchi italiani. Secondo i Cobas, una chiara dimostrazione della strategia della ditta «che continua a produrre profitto rivolgendosi a una manodopera sottopagata rispetto agli standard italiani, come i loro camionisti slovacchi e romeni assunti nei propri paesi con relativi stipendi, mentre a Rovereto il lavoro manca e si dichiara una crisi che in realtà è una situazione costruita ad arte».
A Olivi i Cobas andranno a spiegare ciò che hanno sempre sostenuto, ovvero che la ristrutturazione in corso, e la conseguente messa in mobilità di 250 lavoratori cozza contro i finanziamenti incassati dalla Provincia attraverso il braccio operativo Trentino sviluppo (18 milioni e mezzo di euro con l'operazione di back-lease) e soprattutto contro l'impegno, sottofirmato dall'azienda, di mantenere inalterati gli organici in Trentino fino alla fine del 2015. Incongruità che secondo i Cobas si spiegano solo nel quadro di un ricollocamento dell'azienda su scala internazionale, appoggiandosi cioè sulle filiali estere, dove la manodopera costa molto meno e garantisce maggiori margini di guadagno. Ieri l'assemblea dei lavoratori ha votato per un secondo giorno di sciopero. Oggi dunque ancora braccia incrociate, mentre una delegazione di autisti e il portavoce dei Cobas Antonio Mura saliranno all'assessorato all'industria per parlare con l'assessore Alessandro Olivi.
