TRENTO. I fronti aperti sono parecchi. Tanti i cantieri iniziati quest'estate e che dovrebbero chiudere entro l'inizio della scuola, il 12 settembre. Si va da via Venezia dove si lavora per i collettori delle acque meteoriche, al Ponte dei Mille che va messo in sicurezza, da viale Verona alle prese con i sottoservizi, a via Verdi che necessitava interventi per lo smaltimento delle acque. A questi cantieri, l'altra sera se ne è aggiunto uno inaspettato, in via Piave, per l'asfaltatura.

Del tutto inaspettato, lunedì sera, è stato aperto il cantiere per riasfaltare quel tratto di via Piave, compreso tra il semaforo con via Giovanni a Prato e quello con via Barbacovi. Lavori che si svolgono prevedendo prima la scarificazione dell'asfalto vecchio, poi della posa del nuovo manto stradale. Ed è così che la rumorosa fresatrice per rimuovere l'asfalto vecchio, è stata avviata verso le 20.30. Se è un fatto assodato che i lavori di asfaltatura sono preferibili nelle ore notturne, per non creare problemi di circolazione durante il giorno, questa regola dovrebbe forse essere rivista se nella zona si trovano ben due ospedali: Villa Bianca e Villa Igea, che ospita l'Hospice. Così non è stato: martelli pneumatici e fresatrice hanno lavorato fino all'1 e 30 di notte, provocando un rumore decisamente molesto. Al centralino dei vigili urbani sono arrivate non poche telefonate di protesta di residenti impossibilitati a prendere sonno.

E se per chi deve lavorare il giorno successivo può essere spiacevole dover rinviare le ore di sonno oltre l'1 e 30, più difficile è da comprendere perché si prolunghino i lavori a così tarda ora in presenza di ospedali. L'assessore ai lavori pubblici del Comune Italo Gilmozzi, interpellato, sostiene che non ci sono alternative.  «I disagi che si creano di notte - sostiene - sono sempre inferiori a quelli che provocheremmo di giorno. E purtroppo, per i malati non cambia molto se si lavora di giorno o di notte». Ma, ribattiamo, forse si poteva pensare di anticipare i lavori in mesi dove la gente è in maggioranza in ferie, creando meno disagi. «I lavori sono programmati - risponde Gilmozzi - e sappiamo che comunque si lavori attiriamo le proteste di qualcuno».