TRENTO. Da oggi basta chiusura anticipata alle 22.30. Il Cafè de la Paix potrà fare le ore piccole («ma chiuderemo a mezzanotte come sempre anche se potremmo prolungare l’orario fino alle 2» spiega Francesca Quadrelli) visto che è stato accolto il ricorso che aveva presentato alla Provincia contro l’ordinanza del sindaco. «Una bella cosa - spiega Quadrelli - ma ora inizia il lavoro vero, ossia quello di trovare il modo di lavorare bene e di far capire che la città sta cambiando e con esse deve cambiare anche in contesto». La Provincia, accogliendo il ricorso, ha preso atto del lavoro che è stato fatto dal locale e da come la sua presenza abbia portato ad una sensibile riqualificazione dell’area. «Ma penso che abbiano avuto il loro peso - prosegue Quadrelli - anche le oltre tremila firme che abbiamo raccolto. Questo periodo di chiusura anticipata, però, ha avuto anche dei risvolti positivi. Prima aprivamo il Cafè alle 10, ma in questo periodo abbiamo anticipato alle 8 con le colazioni fatte in casa e i corsi di yoga. Una novità che ci ha portato grandi soddisfazioni. Insomma anche se con una riduzione dell’orario, abbiamo continuato a fare il nostro lavoro». E ora cosa cambierà? «Sostanzialmente nulla - spiega - solo che potremmo proporre le nostre iniziativa fino alle 24. Sulla carta potremmo tenere il locale aperto fino alle 2 ma non lo abbiamo mai fatto ne è nostro intenzione farlo in futuro. Ci rendiamo conto di essere una sorta di pionieri del cambiamento e vogliamo portare avanti un dialogo per arrivare ad una convivenza che sia positiva per tutti. Per capirci non faremmo mai concerti di musical metal o simili».

E la vittoria sarà festeggiata in qualche modo particolare? «No, nulla di speciale ma ci sarà l’inaugurazione dell'installazione fotografica “bread west” + “Veg Nam” di Massimo Giovannini e la serata musicale in compagnia del cantante degli Upset Noise, Lucio Drusian selecter, sostenitore della causa “Mutoid Must Stay”». E dal Facebook del locale un grazie a tutti: «ringraziamo di cuore tutti i firmatari della petizione , ringraziamo gli avvocati Filippo Valcanover e Sara Pinamonti per il lavoro svolto, e un ringraziamento speciale alla Città di Trento che con questa sentenza dimostra di essere pronta ad accettare piccole e grandi trasformazioni in atto nel proprio tessuto sociale».

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