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TRENTO. Adesione unitaria dei sindacati confederali in Trentino, Cgil, Cisl e Uil, alla protesta nazionale, che li ha visti scendere in campo davanti al Commissariato del governo del capoluogo per chiedere l'accelerazione del tavolo con il presidente del Consiglio, Mario Monti, in merito alla tassa sul permesso di soggiorno per gli immigrati.
"Chiediamo che la tassa rimanga sulla quota dei 75 euro stabilita dal governo Berlusconi - ha affermato Paolo Burli, segretario della Cgil trentina - mentre oggi si parla di aumentarla fino a 200 euro, ai quali si aggiungono le altre tasse sul contratto di lavoro anche stagionale. Alla fine un nucleo di quattro persone pagherebbe fino a 470 euro per poter lavorare in Italia".
Il segretario provinciale della Cisl, Lorenzo Pomini, ha aggiunto: "Non ci sono giustificazioni per una tassa iniqua, che addirittura mette i lavoratori immigrati, che pagano le tasse come i cittadini italiani, di dover pregare per lavorare in Italia. Bisogna guardare invece a recuperare su evasione fiscale e lavoro nero, anche nel 'legale' Trentino".
Gianni Tomasi, della segreteria della Uil del Trentino, ha spiegato come la proposta sia di "non toccare la tassa sul permesso di soggiorno, perché un suo aumento porterebbe a un aumento dell'illegalità e delle evasioni fiscali". I sindacalisti, che hanno sottolineato come gli immigrati iscritti nelle tre liste sono nella media del 14%, hanno riferito che il prefetto Francesco Squarcina, Commissario del governo a Trento, ha assicurato loro di farsi portavoce della loro richiesta presso l'esecutivo nazionale.
"Chiediamo che la tassa rimanga sulla quota dei 75 euro stabilita dal governo Berlusconi - ha affermato Paolo Burli, segretario della Cgil trentina - mentre oggi si parla di aumentarla fino a 200 euro, ai quali si aggiungono le altre tasse sul contratto di lavoro anche stagionale. Alla fine un nucleo di quattro persone pagherebbe fino a 470 euro per poter lavorare in Italia".
Il segretario provinciale della Cisl, Lorenzo Pomini, ha aggiunto: "Non ci sono giustificazioni per una tassa iniqua, che addirittura mette i lavoratori immigrati, che pagano le tasse come i cittadini italiani, di dover pregare per lavorare in Italia. Bisogna guardare invece a recuperare su evasione fiscale e lavoro nero, anche nel 'legale' Trentino".
Gianni Tomasi, della segreteria della Uil del Trentino, ha spiegato come la proposta sia di "non toccare la tassa sul permesso di soggiorno, perché un suo aumento porterebbe a un aumento dell'illegalità e delle evasioni fiscali". I sindacalisti, che hanno sottolineato come gli immigrati iscritti nelle tre liste sono nella media del 14%, hanno riferito che il prefetto Francesco Squarcina, Commissario del governo a Trento, ha assicurato loro di farsi portavoce della loro richiesta presso l'esecutivo nazionale.
