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TRENTO. Via libera della Corte dei Conti ai rendiconti presentati dai gruppi del consiglio provinciale, ma con alcuni appunti che i giudici contabili hanno voluto evidenziare nei confronti di alcuni gruppi. C’è - ad esempio - il riferimento a 2.500 euro di traffico telefonico che un consigliere del Partito democratico ha rimborsato di tasca propria giustificando la maxi-bolletta e assumendosene la responsabilità: questo dimostra - secondo i giudici - che non è vero, come ha sostenuto il capogruppo, che i telefoni di servizio intestati al gruppo vengono utilizzati solo per fini istituzionali. E nei confronti del Pd è partito l’invito a stipulare contratti “tutto compreso” oppure ad adottare sistemi che consentano di dividere gli addebiti delle chiamate personali da quelle istituzionali. In realtà - spiega il capogruppo del Pd - Alessio Manica - quei 2.500 euro si riferiscono a un errore del consigliere Mattia Civico durante un viaggio all’estero: «Si è attivato il roaming del traffico dati e la bolletta è lievitata». Comunque sia Civico ha pagato la maxi bolletta di tasca sua, ma il caso è finito nella relazione della Corte dei Conti che ha chiesto di risolvere il problema della telefonate personali.
L’attenzione dei giudici si è concentrata anche sul rischio che i fondi dei gruppi consiliari possano servire per finanziare (illegalmente) i partiti. Ma ecco nel dettaglio le contestazioni.
Amministrare il Trentino
Al gruppo di Nerio Giovanazzi sono state contestate le indennità di area direttiva dei dipendenti (part time) del gruppo che devono essere erogate annualmente (e non ogni mese) in seguito a verifica annuale. Dubbi anche sul sito internet (rinnovato con i soldi del gruppo) che non deve essere utilizzato per l’attività del partito.
Forza Italia
Anche in questo caso i giudici hanno ricordato la necessità di tenere distinte l’attività del gruppo e quella del partito, in particolare in riferimento ad alcuni comunicati stampa diffusi dal gruppo e realizzati dall’agenzia giornalistica “Opinione”.
Lega nord
La contestazione in questo caso riguarda l’affidamento di una collaborazione a progetto nello stesso periodo (dal dicembre 2013 al marzo 2014) in cui il soggetto affidatario risultava anche dipendente del gruppo consiliare. Il capogruppo Maurizio Fugatti ha ricordato comunque che la collaborazione si riferiva a una mansione aggiuntiva, al servizio del gruppo.
Patt
L’ultima contestazione della Corte dei Conti riguarda il gruppo autonomista e si riferisce ad alcune spese per attività promozionali di rappresentanza, convegni e attività di aggiornamento (1.576 euro) e altre spese per affitto di sale riunioni, attrezzature e altri servizi logistici (1.648 euro). Secondo i consiglieri del Patt queste spese si riferivano all’attività istituzionale del gruppo e hanno allegato locandine pubblicitarie, inserzioni sui giornali e altri documenti per provare la natura degli eventi organizzati. Ugualmente i giudici hanno evidenziato la necessità di fornire ogni elemento utile per provare che le spese erano al servizio dell’attività istituzionale del gruppo.
Soddisfazione comunque da parte del presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti per l’approvazione (nonostante i rilievi) dei rendiconti dei gruppi.
