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TRENTO. Il Presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder ha consegnato stamane la massima onorificenza del Consiglio, l'Aquila di San Venceslao, - opera di Othmar Winkler - a Gios Bernardi, 100 anni compiuti il primo gennaio scorso, «personaggio eclettico, grande medico, ottimo artista e fotografo, vivace testimone della storia e della cultura trentina e tuttora brillante pensatore, capace di spunti intensi e mai banali».
Il presidente Kaswalder si è commosso alla consegna del premio che, ha detto, «mi sembra un po' di riconoscere all'intera categoria dei medici di una volta». E la medicina "come si faceva una volta" è stata richiamata anche dal fraterno amico di Bernardi, Marco Ioppi, Presidente dell'Ordine dei medici, che nell'illustrare i tanti insegnamenti per i quali si dovrebbe essere grati al collega Gios, ha evidenziato in particolare la costante capacità di aggiornamento e l'empatia, «quell'umanizzazione del rapporto con il paziente che non va mai dimenticata, perché componente essenziale della cura». Ioppi ha ricordato che il cittadino, accanto a quello alla salute, ha il «diritto alla gentilezza, un bagaglio che noi medici dobbiamo sempre portare con noi», ha concluso.
«Un riconoscimento forse immeritato perché ho avuto molti anni a disposizione e 100 anni mi hanno permesso di battere tanti marciapiedi», ha detto ironicamente Gios Bernardi, che ha ringraziato il Presidente Kaswalder e rivolto al collega Ioppi e alla categoria medica un pensiero di vicinanza per il lavoro faticoso e instancabile di questi ultimi anni di pandemia, ricordando in modo particolare la gravissima perdita per Covid della collega Gaetana Trimarchi.
«La medicina – ha osservato Bernardi – talvolta angosciante e terribile, è tuttavia una delle professioni più affascinanti». Il decano della medicina trentina ha infine sottolineato che c'è una schiacciante prevalenza di donne tra i neo laureati in medicina: «Le donne hanno una sensibilità speciale che mi fa ben sperare nel futuro della professione».
