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ARCO. «Lì per lì ho pensato si trattasse di un enorme nido di vespe o di api ma quando ha incominciato a scuotersi e a scendere in mezzo ai rami mi si è gelato il sangue nelle vene». Avvistare un orso, mentre si va per funghi nei boschi, non è un evento così raro in Trentino. Più difficile, per fortuna, è incontrare lo sguardo del plantigrado. Farsi inseguire dalla bestia, invece, è un vero incubo.
Corrado Zamboni, quest'incubo, lo ha vissuto ad occhi aperti una manciata di giorni fa, mentre si trovava a passeggiare tra i boschi del Monte Velo, sulla stradina che porta in Vallestrè e a Malga Campo. Un'escursione di cui il noto negoziante - discendente della storica famiglia di commercianti arcensi - è particolarmente ghiotto. Così come l'orso, dal canto suo, è ghiotto di ciò che può trovare sugli alberi. Ed è proprio lì che si trovava l'animale mentre subito sotto transitava l'uomo, il cui sguardo è stato improvvisamente attirato verso l'alto da un brusio fra le foglie.
«Pensavo di avere a che fare con un grosso nido - racconta - tant'è che stavo per recuperare la macchina fotografica quando ho visto quella massa marrone muoversi e scendere a terra». Corrado Zamboni, compreso con chi aveva a che fare, ha cercato di allontanarsi senza fare troppo rumore ma l'orso - un esemplare giovane, alto quasi 1 metro - se ne è accorso e si è messo subito alle calcagna dell'escursionista, senza affrettare il passo. «Ho provato a distrarlo, lanciando dei sassi nel bosco, nella speranza che li seguisse - spiega l'arcense - ma non c'è stato verso. Alla fine sono riuscito a spaventarlo sbattendo i miei bastoni da trekking su di una stanga. Credo che per un po' eviterò le passeggiate».
Corrado Zamboni, quest'incubo, lo ha vissuto ad occhi aperti una manciata di giorni fa, mentre si trovava a passeggiare tra i boschi del Monte Velo, sulla stradina che porta in Vallestrè e a Malga Campo. Un'escursione di cui il noto negoziante - discendente della storica famiglia di commercianti arcensi - è particolarmente ghiotto. Così come l'orso, dal canto suo, è ghiotto di ciò che può trovare sugli alberi. Ed è proprio lì che si trovava l'animale mentre subito sotto transitava l'uomo, il cui sguardo è stato improvvisamente attirato verso l'alto da un brusio fra le foglie.
«Pensavo di avere a che fare con un grosso nido - racconta - tant'è che stavo per recuperare la macchina fotografica quando ho visto quella massa marrone muoversi e scendere a terra». Corrado Zamboni, compreso con chi aveva a che fare, ha cercato di allontanarsi senza fare troppo rumore ma l'orso - un esemplare giovane, alto quasi 1 metro - se ne è accorso e si è messo subito alle calcagna dell'escursionista, senza affrettare il passo. «Ho provato a distrarlo, lanciando dei sassi nel bosco, nella speranza che li seguisse - spiega l'arcense - ma non c'è stato verso. Alla fine sono riuscito a spaventarlo sbattendo i miei bastoni da trekking su di una stanga. Credo che per un po' eviterò le passeggiate».
