TRENTO. Gli addetti al settore zootecnico, ed in particolare quelli che si occupano dell’importante e delicato compito della mungitura cambiano pelle. «Un fenomeno presente in pianura padana, da molti anni ma che si diffuso anche da noi nelle stalle oltre i 70-80 capi», afferma il dirigente della Federazione Allevatori, Mario Tonina.

Ecco allora che gli allevatori in mancanza di manodopera locale disponibile a svolgere questo impegnativo lavoro si sono rivolti al mercato internazionale con il tam-tam fra allevatori. Puntando su indiani e pakistani. Ma, perché proprio di personale proveniente da quei paesi? La risposta è molto interessante: «Perché per la loro cultura vogliono particolarmente bene agli animali e quindi creano con loro un particolare rapporto».

Per capire questo fenomeno siamo andati a Covelo di Terlago, dove si trova la stalla dei fratelli Graziano e Remo Verones, una stalla di 200 capi dai quali 100 in lattazione, tutte vacche Pezzata nera con una produzione media molto alta, sfiora i 108 quintali a lattazione di un latte di alta qualità. Ebbene, l’azienda si avvale di due operai indiani zio e nipote.

Graziano 51 anni, è il più vecchio dei due fratelli ed è lui a spiegare per quali motivi l’azienda si sia rivolta a personale indiano per accudire la vostra stalla: «Il tam-tam fra allevatori - dice - ci ha fatto capire che erano le persone giuste per questo lavoro. Uno è con noi già da 11 anni e l’altro da 6, sono persone molto serie e affidabili specialmente lo zio che è in azienda dal 200»1.

Quali sono le mansioni che avete loro affidate? «La mungitura e la pulizia della stalla. Inoltre l’estate uno va in malga con i 60 capi in allevamento».

Singh Gurdip ha 57 anni ed è in Italia da 20, viene dallo Stato del Panyab, dove dopo aver frequentato le superiori ed il college fino a 19 anni, faceva il piccolo allevatore. Vive a Trento con moglie e tre figli ormai grandi due dei quali occupati uno in Federazione Allevatori e uno all’Astro. E’ in Trentino da 11 anni e prima era in Sicilia poi a Feltre. In Trentino si trova molto bene, ha comperato casa, ed è innamorato del proprio lavoro: «Noi indiani - spiega - vogliamo molto bene agli animali, alle vacche che mungiamo ci affezioniamo e quando vengono vendute per fine carriera non vogliamo mai essere presenti al momento in cui vengono caricate sul camion per essere trasportate al macello. Ricordo in Sicilia, quando a Natale il proprietario voleva ammazzare un capo per le feste io mi rattristavo moltissimo e non volevo, in quanto noi agli animali ci affezioniamo».

Il nipote Singn Gagandeep, 27 anni, scuola superiore e due anni di college fino ai 19 anni, è arrivato a Covelo nel 2006, anche lui aveva una piccola stalla in India, ma faceva la fame per questo è venuto volentieri in Italia. E’ tornato in India a gennaio e a febbraio si è sposato. Ora pensa di farsi la casa e portare anche la moglie in Trentino: «Il lavoro in stalla mi piace molto - confessa con entusiasmo - ma soffro molto per la lontananza dalla mia giovane moglie».

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