TRENTO. È ufficialmente calato il sipario sull'edizione 2023 del Dolomiti Pride. L'evento ha visto sfilare per le strade di Trento circa diecimila persone nel corteo di ieri (14mila nelle due giornate di venerdì e sabato, secondo gli organizzatori), che si è concluso con i concerti tenutisi sul palco al quartiere delle Albere, da cui anche il sindaco Franco Ianeselli è intervenuto salutando i partecipanti.

Proprio il sindaco, a conclusione del suo intervento, è stato accerchiato da alcuni manifestanti no-Tav, che l'hanno circondato e aggredito verbalmente, costringendolo a dotarsi di una scorta di polizia sulla strada di ritorno a casa.

Vicinanza al sindaco è stata espressa dagli organizzatori: «Il pride è una manifestazione libera e democratica, inclusiva anche rispetto a istanze diverse. Il confronto non può però mai sfociare nell’aggressione verbale o fisica. Per questo, il coordinamento Dolomiti Pride esprime solidarietà al sindaco Franco Ianeselli per gli episodi avvenuti ieri a conclusione del suo intervento».

Numerosi gli interventi del mondo politico. «Un atto indegno» per la presidente di Itea e candidata alla presidenza provinciale per Fdi Francesca Gerosa, a cui si sono sommate le parole del gruppo consiliare comunale di Fratelli d'Italia: «Minacce e parole irripetibili che non possono trovare alcuna forma di giustificazione» è il loro commento.

«Apprendiamo con sconcerto dell'aggressione da parte di un gruppo di no tav al sindaco Ianeselli e alla sua famiglia, esprimiamo quindi la nostra solidarietà al sindaco e ai suoi familiari ribadendo la necessità di costruire una società civile dove al primo posto rimanga la capacità di confrontarsi» aggiunge  il gruppo Campobase.