ALA. Consiglio comunale da “tutto esaurito”, quello straordinario andato in scena ieri fino a tardissima sera ad Ala per far fronte alla crisi legata alla paventata “fuga” di Subaru dal Trentino, con la presenza in platea di esponenti della politica trentina e, da questi giorni, anche romana, oltre che ovviamente dei lavoratori dell’ azienda e dei loro familiari. Nella prima parte, quella più formale, l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità: il consiglio comunale, esprimendo solidarietà ai lavoratori, si è impegnato a farsi da tramite a fianco delle parti interessate, attivandosi e cercando di mettere in campo tutte le iniziative necessarie a evitare lo spostamento della Subaru Italia.

I lavori sono stati aperti dal sindaco Peroni: «Con questo consiglio comunale straordinario e unico – ha detto – vogliamo far sapere anche a Subaru che le istituzioni in occasioni come queste sono tutte unite e che non esiste destra né sinistra. Era dai tempi delle lotte sindacali che non accadeva nulla di simile, senza crisi produttiva: non possiamo accettare che Subaru voglia trasferirsi solo per legare il nome a Milano piuttosto che a Trento. Orgogliosamente diciamo che noi siamo anche migliori e che non sono state valutate adeguatamente le peculiarità della nostra provincia. Vogliamo assolutamente mantenere Subaru sul nostro territorio, ma i lavoratori sono stati considerati alla stregua di pacchi, da spostare a Milano senza alcuna sicurezza e senza alcun trattamento legato all’espulsione dall’impiego produttivo, senza relazioni sindacali».

Dopodiché è intervenuto l’assessore Olivi: «Questi – ha spiegato, dopo aver ricostruito le tappe della vicenda – sono momenti in cui istituzioni devono dare un messaggio di protagonismo. In questi momenti il Trentino deve dimostrarsi una squadra. L’impresa non è fatta solo di muri o di sottopassi, ma dalle persone che ne hanno scritto la storia e ne hanno favorito lo sviluppo. La mobilitazione dei lavoratori, oltre che legittima, è stata molto utile, perché c’è un elemento insidioso in questo annunciato trasferimento, utilizzato come scorciatoia per non applicare le tutele che ai lavoratori spettano. Finora Subaru non ha attinto a strumenti e finanziamenti provinciali, al di là di qualche intervento stradale: ciò indebolisce il potere di trattativa. Ciononostante le “diplomazie” vanno avanti. Si è insistito e si insisterà sul punto del destino dei lavoratori: non è retorica. Siamo impegnati a far cambiare idea alla azienda, ma non accetteremo mai che le relazioni industriali non si sviluppino secondo i criteri del rispetto di una logica bilaterale di concertazione e del rispetto dei lavoratori. Anche in un momento come questo dobbiamo far sentire l’orgoglio del Trentino. Non dobbiamo svenderci, non è sventolando moneta che dobbiamo convincere. Il Trentino ha una serie di punti di forza: deve promuoversi come territorio ospitale per le imprese e siccome non c’è una sola ragione che dipende dal Trentino per questo ipotetico trasferimento, non dobbiamo cedere alla tentazione di baratti al ribasso».

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