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TRENTO. Per un negozio che apre, ce n'è uno che chiude i battenti. Ieri Giuseppe Vaccari ha abbassato per l'ultima volta le serrande del suo negozio di abbigliamento sportivo in via S.Marco. Nelle stesse ore in via Diaz si inaugurava il nuovo Dag Store. In piazza Battisti a giorni aprirà Emporio Armani, mentre in largo Carducci si festeggia il ritorno di un negozio storico, Tani tendaggi.
Per tanti che lasciano il centro storico, messi in fuga da affitti troppo alti e clienti che mancano, c'è chi invece sceglie di tornare nel salotto cittadino. È il caso di Eugenio Tani, fondatore del negozio di tendaggi che porta il suo nome. Aveva cominciato nel 1961 a Rovereto, negli anni '80 i punti vendita erano sette, tra cui lo storico negozio di via San Pietro e uno più piccolo in via Mantova. Era rimasto in via Brennero, ma dopo sei anni di lontananza ha deciso di ritornare in centro storico: tende e tappeti non conoscono crisi, oggi a gestire l'azienda (che quest'anno compie 50 anni) ci sono i figli Tania, Lorenzo e Gabriele. Il 1º di aprile Tani tendaggi ha aperto in largo Carducci: «È stato il più bel pesce d'aprile della mia vita, che ha dimostrato quanto sia bello seminare e ancor meglio raccogliere i frutti - racconta Eugenio - lavoriamo per risvegliare il commercio dei centri storici».
Quello di Trento da oggi ha «perso» il negozio di abbigliamento sportivo di Giuseppe Vaccari, ex titolare di Voltolini e poi di Sport Moda Outlet, tra via Suffragio e via S.Marco, ai margini del giro al Sass. Ieri è stato l'ultimo giorno di lavoro, il negozietto ha svuotato tutto a prezzi stracciati. A 65 anni, Vaccari ha deciso di godersi la pensione, di dedicarsi alla bicicletta e al tennis, le sue passioni, mentre la moglie Marialuisa Poli si dividerà fra le due ruote, la cucina e il volontariato.
C'è chi lascia senza rimpianti e chi raddoppia, carico di energia. È il caso di Francesca Barbacovi, che ieri ha festeggiato l'inaugurazione della parte dedicata all'intimo femminile e ai costumi da bagno all'interno del negozio Dag Store di via Diaz, al posto delle candele «Frizzi e Lazzi» di Ezio Cipolla, chiuso da qualche giorno.
Un'esperienza di coabitazione, insomma, in una delle strade di maggiore passaggio del giro al Sass. «Io e Andrea Brocoli abbiamo avviato questa collaborazione e i nostri clienti stanno apprezzando l'abbinamento», racconta soddisfatta Francesca. Il suo «It's fine» si è trasferito di qualche metro e al suo posto, sotto i portici di piazza Cesare Battisti, all'angolo con la Galleria dei Legionari, la stessa titolare aprirà la prossima settimana un negozio di Emporio Armani.
Qui siamo nella parte prestigiosa del centro storico, quella che funziona, dove lo struscio non manca mai. Bastano poche decine di metri perché la situazione cambi radicalmente. È il caso di via Suffragio, che negli ultimi tempi ha vissuto una vera e propria emorragia commerciale.
L'esodo è cominciato con la chiusura di Pellizzari, che ha liquidato tutto prima di Natale; poi è stata la volta dell'addio di Giacomelli Dolciumi, dopo cent'anni di gloriosa attività che ha addolcito le giornate dei trentini. Stanno per levare le tende il pub La Stube, dopo un vano tentativo di rilancio, la boutique Eos Moda, accanto al Bingo, oltre alla già citata chiusura di Moda Sport Outlet in cima alla via. Mentre il negozio Gocce di Luce, una delle ultime attività arrivate in via Suffragio, nella nuova galleria che si affaccia sulla biforcazione della strada, progetta di trasferirsi in via San Pietro, nel privilegiato giro al Sass.
I commercianti lamentano costi eccessivi di affitto, ma anche un passaggio veloce che frena gli acquisti. L'assessore alle attività economiche Fabiano Condini però è stato netto: «Non si può sempre chiedere al Comune, gli operatori si uniscano e facciano delle proposte».
Per tanti che lasciano il centro storico, messi in fuga da affitti troppo alti e clienti che mancano, c'è chi invece sceglie di tornare nel salotto cittadino. È il caso di Eugenio Tani, fondatore del negozio di tendaggi che porta il suo nome. Aveva cominciato nel 1961 a Rovereto, negli anni '80 i punti vendita erano sette, tra cui lo storico negozio di via San Pietro e uno più piccolo in via Mantova. Era rimasto in via Brennero, ma dopo sei anni di lontananza ha deciso di ritornare in centro storico: tende e tappeti non conoscono crisi, oggi a gestire l'azienda (che quest'anno compie 50 anni) ci sono i figli Tania, Lorenzo e Gabriele. Il 1º di aprile Tani tendaggi ha aperto in largo Carducci: «È stato il più bel pesce d'aprile della mia vita, che ha dimostrato quanto sia bello seminare e ancor meglio raccogliere i frutti - racconta Eugenio - lavoriamo per risvegliare il commercio dei centri storici».
Quello di Trento da oggi ha «perso» il negozio di abbigliamento sportivo di Giuseppe Vaccari, ex titolare di Voltolini e poi di Sport Moda Outlet, tra via Suffragio e via S.Marco, ai margini del giro al Sass. Ieri è stato l'ultimo giorno di lavoro, il negozietto ha svuotato tutto a prezzi stracciati. A 65 anni, Vaccari ha deciso di godersi la pensione, di dedicarsi alla bicicletta e al tennis, le sue passioni, mentre la moglie Marialuisa Poli si dividerà fra le due ruote, la cucina e il volontariato.
C'è chi lascia senza rimpianti e chi raddoppia, carico di energia. È il caso di Francesca Barbacovi, che ieri ha festeggiato l'inaugurazione della parte dedicata all'intimo femminile e ai costumi da bagno all'interno del negozio Dag Store di via Diaz, al posto delle candele «Frizzi e Lazzi» di Ezio Cipolla, chiuso da qualche giorno.
Un'esperienza di coabitazione, insomma, in una delle strade di maggiore passaggio del giro al Sass. «Io e Andrea Brocoli abbiamo avviato questa collaborazione e i nostri clienti stanno apprezzando l'abbinamento», racconta soddisfatta Francesca. Il suo «It's fine» si è trasferito di qualche metro e al suo posto, sotto i portici di piazza Cesare Battisti, all'angolo con la Galleria dei Legionari, la stessa titolare aprirà la prossima settimana un negozio di Emporio Armani.
Qui siamo nella parte prestigiosa del centro storico, quella che funziona, dove lo struscio non manca mai. Bastano poche decine di metri perché la situazione cambi radicalmente. È il caso di via Suffragio, che negli ultimi tempi ha vissuto una vera e propria emorragia commerciale.
L'esodo è cominciato con la chiusura di Pellizzari, che ha liquidato tutto prima di Natale; poi è stata la volta dell'addio di Giacomelli Dolciumi, dopo cent'anni di gloriosa attività che ha addolcito le giornate dei trentini. Stanno per levare le tende il pub La Stube, dopo un vano tentativo di rilancio, la boutique Eos Moda, accanto al Bingo, oltre alla già citata chiusura di Moda Sport Outlet in cima alla via. Mentre il negozio Gocce di Luce, una delle ultime attività arrivate in via Suffragio, nella nuova galleria che si affaccia sulla biforcazione della strada, progetta di trasferirsi in via San Pietro, nel privilegiato giro al Sass.
I commercianti lamentano costi eccessivi di affitto, ma anche un passaggio veloce che frena gli acquisti. L'assessore alle attività economiche Fabiano Condini però è stato netto: «Non si può sempre chiedere al Comune, gli operatori si uniscano e facciano delle proposte».
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