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ROVERETO. Strada ecologica, la prova del 9 è in via Manzoni. Ieri la ditta Fiorito e la Biostrasse hanno posato, in corrispondenza del sottopassaggio di via Manzoni, il manto stradale ecologico. Non è asfalto: il massetto è completamente privo di derivati del petrolio.
Posato ieri, abbisogna di tre giorni di maturazione, pertanto fino a lunedì mattina la strada resterà chiusa. È una sperimentazione, servirà a capire se questo prodotto sopporta carichi di traffico sostenuti. Male che vada, commenta un po' scherzosamente l'assessore ai lavori pubblici Manfredi, «Abbiamo risparmiato 15 mila euro». Questo perché la Fiorito e Biostrasse hanno fatto i lavori gratuitamente, "regalando" il rifacimento della copertura stradale al Comune, in un tratto che era molto danneggiato.
La copertura, che costa un po' di più dell'asfalto normale, è già stata utilizzata a Rovereto, in via Zugna, e altrove su alcune piste ciclabili e parcheggi. E' fatta con materiale cementizio, adattato e preparato per sopportare il passaggio dei mezzi e adattarsi alla strada. Ha caratteristiche molto interessanti, la prima delle quali è già stata sperimentata dagli operai ieri: per la sua posa non servono alte temperature. Nemmeno produce calore, ed è anche altamente drenante. Grazie a questo non dovrebbe nemmeno subire i danni caratteristici del gelo, poiché, permettendo all'acqua di scorrere, non si crea ghiaccio all'interno, o quanto meno questo non va a erodere la struttura interna, che invece "si adatta". In più, la Biostrasse ha cercato di migliorare le sue caratteristiche "fotocatalitiche", ovvero di assorbimento delle polveri e quindi dello smog.
Per le imprese ed il Comune, si tratta di un'interessante scommessa. Intanto si registra il primo intervento sperimentale gratuito per l'amministrazione. Ora si attende la risposta della nuova copertura al traffico intenso e pesante di via Manzoni, verso e da San Giorgio. Altra prova interessante sarà l'inverno, quando si verificherà l'effettiva tenuta di questo "asfalto" alla cattiva stagione ed al passaggio delle lame, del sale e della ghiaia. Le ditte provvederanno invece a misurare i livelli di inquinamento in zona. Per male che vada, non dovrà essere asportato e smaltito: privo com'è di derivati del petrolio, resta materiale inerte. Se invece darà risultati interessanti, il Comune valuterà il suo utilizzo in parcheggi (ad esempio l'area camper) o in strade a medio traffico.
Posato ieri, abbisogna di tre giorni di maturazione, pertanto fino a lunedì mattina la strada resterà chiusa. È una sperimentazione, servirà a capire se questo prodotto sopporta carichi di traffico sostenuti. Male che vada, commenta un po' scherzosamente l'assessore ai lavori pubblici Manfredi, «Abbiamo risparmiato 15 mila euro». Questo perché la Fiorito e Biostrasse hanno fatto i lavori gratuitamente, "regalando" il rifacimento della copertura stradale al Comune, in un tratto che era molto danneggiato.
La copertura, che costa un po' di più dell'asfalto normale, è già stata utilizzata a Rovereto, in via Zugna, e altrove su alcune piste ciclabili e parcheggi. E' fatta con materiale cementizio, adattato e preparato per sopportare il passaggio dei mezzi e adattarsi alla strada. Ha caratteristiche molto interessanti, la prima delle quali è già stata sperimentata dagli operai ieri: per la sua posa non servono alte temperature. Nemmeno produce calore, ed è anche altamente drenante. Grazie a questo non dovrebbe nemmeno subire i danni caratteristici del gelo, poiché, permettendo all'acqua di scorrere, non si crea ghiaccio all'interno, o quanto meno questo non va a erodere la struttura interna, che invece "si adatta". In più, la Biostrasse ha cercato di migliorare le sue caratteristiche "fotocatalitiche", ovvero di assorbimento delle polveri e quindi dello smog.
Per le imprese ed il Comune, si tratta di un'interessante scommessa. Intanto si registra il primo intervento sperimentale gratuito per l'amministrazione. Ora si attende la risposta della nuova copertura al traffico intenso e pesante di via Manzoni, verso e da San Giorgio. Altra prova interessante sarà l'inverno, quando si verificherà l'effettiva tenuta di questo "asfalto" alla cattiva stagione ed al passaggio delle lame, del sale e della ghiaia. Le ditte provvederanno invece a misurare i livelli di inquinamento in zona. Per male che vada, non dovrà essere asportato e smaltito: privo com'è di derivati del petrolio, resta materiale inerte. Se invece darà risultati interessanti, il Comune valuterà il suo utilizzo in parcheggi (ad esempio l'area camper) o in strade a medio traffico.
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