Dal 2014 il Club alpino italiano promuove momenti di confronto nazionale sul tema dei grandi carnivori.
Quest’anno il convegno torna a mettere al centro il rapporto tra zootecnia montana, globalizzazione e presenza dei grandi carnivori, «un equilibrio delicato che riguarda tanto la conservazione della natura quanto il futuro delle attività tradizionali in montagna», si legge sulle pagine Fb del Cai.

Obiettivo dell'iniziativa, spiega ancora il Cai, è stimolare tra i soci e i partecipanti una posizione equilibrata, informata e aperta al dialogo su temi complessi e spesso divisivi, in un luogo simbolo come Gubbio, legato alla storia di San Francesco e del Lupo.

Il convegno nazionale è organizzato dal gruppo grandi carnivori del Cai e si terrà a Gubbio il 20 settembre 2025,l al centro convegni Santo Spirito.

Il tema principale sarà "Pastorizia e zootecnia di montagna tra globalizzazione e ritorno dei grandi carnivori. Passato, presente, quale futuro?" e il focus è incentrato sull'equilibrio tra la conservazione della fauna selvatica (orsi, lupi, linci) e il mantenimento delle attività zootecniche tradizionali nelle aree montane.

Il convegno (nella foto, la locandina) prevede la partecipazione di esperti del mondo accademico, della ricerca scientifica e delle istituzioni.

Saranno trattati temi come la multifunzionalità e le criticità dei sistemi di allevamento montano, la sostenibilità nelle aree alpine e appenniniche, l’evoluzione ecologica dei grandi predatori, la gestione dei conflitti con strumenti scientifici e normativi, e l’uso di nuove tecnologie per la prevenzione dei danni.

La giornata si concluderà con una tavola rotonda e un dibattito, seguiti da un’escursione naturalistica riservata ai soci Cai tesserati 2025.

- Nell'immagine in alto, San Francesco d'Assisi e il lupo di Gubbio, affresco datato 1600-1699, nel convento di Subiaco (Roma) 
Il santo è ritratto al centro, nell'atto di benedire il lupo accucciato che gli porge la zampa; a sinistra sono ritratti due frati, a destra la città di Gubbio. La lunetta è contornata da un bordo marrone, che delimita in basso la scritta incompleta a caratteri rossi.
La lunetta si trova nell'atrio che precede il convento, sopra la porta di accesso al chiostro. Il dipinto rievoca il prodigio compiuto da San Francesco nell'ammansire il lupo che terrorizzava la città di Gubbio con la sua ferocia.

L'opera, sebbene rovinata dal tempo e dalle ridipinture subite, mostra tuttavia una certa efficacia espressiva nella raffigurazione del miracolo; l'ignoto autore seicentesco ha narrato con tecnica accurata un episodio legato al santo titolare del convento, per suscitare la devozione dei frati e dei visitatori.

[fonte testo e immagine: ministero della cultura, catalogo generale dei beni culturali].