Quali sono le coordinate dell’alpinismo italiano dell’oggi? Quali idee alimentano le salite dei protagonisti? Per rispondere a queste e altre domande, Andrea Greci ha raccolto le testimonianze di tredici alpiniste e alpinisti in un libro intitolato «Le vie dei sogni» (173 pagine, CAI edizioni, 18 euro). 

Il volume, con la prefazione di Erri De Luca, è un «ciclo di ritratti magari non esaustivo - osserva l’autore -, ma il più possibile rappresentativo degli ultimi decenni e soprattutto proiettato verso il futuro, come dimostra la scelta di dare spazio a coloro che non hanno ancora raggiunto il mezzo secolo di vita e a coloro che rappresentano la nuova generazione di scalatori».

Fra questi anche il trentino Alessandro Beber, geografo di formazione, guida alpina dal 2008, per il quale «esplorazione» è una parola chiave della sua attività verticale, come dimostrano sia le sue spedizioni sulle montagne del mondo, sia la ricerca, anche in chiave storica, condotta sulle vie più significative dei Monti Pallidi con il progetto «DoloMitiche, opere d’arte a cielo aperto».

E può essere arte l’arrampicata? Lo è, più che uno sport, anche secondo Marco Majori, guida alpina, che ha vissuto la caduta in un crepaccio a 7.600 metri sul K2 e per il quale umiltà, sincerità, spirito di sacrificio ed essenzialità sono cardini della sua ricerca di bellezza e di eleganza sulle montagne.

Scoperta, esplorazione e rispetto per chi ci ha preceduto sono anche le linee di pensiero di Alessandro Baù, ingegnere e guida alpina che alla parete nord-ovest della Civetta - la «parete delle pareti« - ha dedicato una guida monografica con tutte le relazioni e la storia di ogni via.

François Cazzanelli, valdostano, ha seguito invece le orme del padre (il lavoro di guida si tramanda nella sua famiglia da oltre cinque generazioni) ed è salito sulla montagna di casa, il Cervino, più di cento volte. Nel suo curriculum ci sono vette di ottomila metri, le montagne più belle del pianeta, invernali e concatenamenti importanti. Tutte da leggere le sue considerazioni sull’accettazione del rischio e sulla rinuncia.

Per Matteo De Zaiacomo, presidente dei Ragni di Lecco dal marzo scorso, recentemente tornato dal Ladakh dove ha aperto un paio di nuove vie, amicizia e umiltà sono condizioni importanti per un approccio genuino alla montagna e il racconto di alcune sue esperienze è indicativo di un alpinismo che nasce dalla pura passione.

Anche Matteo Della Bordella, di Varese - sicuramente oggi uno degli alpinisti di riferimento oltre che anima del progetto CAI Eagle Team - fa parte dei Ragni, gruppo del quale è stato anche presidente. Il suo alpinismo essenziale e leggero si muove dalla voglia di scoprire, di sperimentare, di mettersi in gioco, e ha trovato in Patagonia uno degli ambienti ideali dove pazienza e impegno diventano parole chiave.

Originario di Bergamo, Dario Eynard è guida alpina e la partecipazione al progetto CAI Eagle Team è stata una bella occasione di confronto e di incontro, dalla quale sono nate amicizie e progetti sia alpinistici, in parete, sia di avventura, come un viaggio nella Lapponia svedese.

«Le vie dei sogni» dimostra come quanto immaginato possa divenire realtà anche nelle parole di alpinisti come Leonardo Gheza, originario della Valle Camonica, accademico del CAI e aspirante guida alpina (ha vissuto esperienze in svariate spedizioni, ha aperto nuove vie in India, sulle Dolomiti, sull’Adamello…) o Silvia Loreggian: padovana, laureata in geografia, ha vissuto esperienze in Patagonia, dopo quelle sulle Dolomiti, si è trasferita a Chamonix e ha scelto di lavorare come guida alpina.

Il suo alpinismo è fatto anche di vie nuove in ambienti grandiosi (Nepal, Alaska), o della traversata delle Alpi in bicicletta per salir sei pareti sud.

Gli altri alpinisti che si sono confrontati con l’autore del libro sono il padovano Stefano Ragazzo - guida alpina che alterna il suo tempo fra Chamonix e le Dolomiti -, la milanese Alessandra Prato, laureata in astrofisica, Camilla Reggio, dottoranda in bioingegnerie (entrambe hanno partecipato al progetto CAI Eagle Team), Federico Secchi, guida alpina della Valfurva e promotore del progetto «Ski in the Sky» (giunto in vetta al K2 con gli sci per scendere lungo la via Cesen).

Tredici storie, e altrettante visioni dell’alpinismo odierno e del futuro, che si leggono nelle interviste di Greci ed emergono con tutta la forza dell’avventura dalle immagini delle ascensioni che completano il libro.