Ne parla il volume «Qui Elja mi sentite? Otto alpiniste sul Pik Lenin», dedicato al dramma dell'agosto 1974, quando una spedizione di forti alpiniste russe fu sorpresa da una bufera poco sotto la vetta, a settemila metri di quota. A Milano, giovedì 12 marzo, una lettura scenica farà rivivere queste pagine con l'autrice Linda Cottino e con l'editrice Simonetta Radice
Andrea Greciha raccolto tredici testimonianze dei protagonisti in un volume edito dal Cai, con la prefazione di Erri De Luca. Fra loro il trentino Alessandro Beber, per il quale «esplorazione» è una parola chiave dell'attività verticale
La cima principale fu raggiunta per la prima volta il 7 settembre 1865 dall'ufficiale boemo Julius Payer, dopo le imprese su Ortles e Gran Zebrù, con Johann Pinggera e Veit Reinstadler, entrambi guide locali. La vetta con i suoi 3.769 metri è il punto più alto del territorio trentino, benché sul confine con l’Alto Adige e la Lombardia
Una figura straordinaria del mondo dell'arrampicata, scomparsa nel 1977 ma che rivive grazie al libro della trentina Monica Malfatti «Dimmi che mi ami» (Versante Sud): «Un uomo cui dovremmo essere tutti grati, alpinisti e amanti della montagna, esperti e neofiti. Quella sua maniera di vivere e scalare, così inedita per i tempi, ha aperto la strada al modo di andare in montagna che si è sviluppato»
Da stasera, martedì 9 dicembre, a venerdì 12, gli appuntamenti a San Martino di Castrozza con l’edizione 2025 degli Oscar dell’alpinismo internazionale: ecco il dettaglio delle tre ascensioni scelte dalla giuria
Il roveretano Maurizio Giordani racconta l'avventura in Mozambico di un gruppo patrocinato da Cai, Caai e dal Lions lagarino: al termine dei 19 tiri di corda, in vetta, la scelta del nome dopo aver notato i resti di uno spit degli anni '80. Accanto all’esplorazione e alla salita sull'impressionante massiccio fin qui inviolato, la consegna di aiuti al vicino villaggio (pannelli solari, generatore, zanzariere e altro)
Il documento condiviso e presentato al grande raduno dei gruppi di scalatori trentini, bellunesi e altoatesini riunitisi a San Martino di Castrozza: obiettivo garantire tutela, manutenzione e sviluppo responsabile delle vie d'arrampicata
In corso in val d'Aosta le riprese del film di Daniele Vicari che narra il tentativo di risolvere l’ultimo grande “problema” delle Alpi, sul Pilone centrale del Freney: fu un vero dramma nazionale, con quattro scalatori morti nella tempesta. La pellicola è tratta dal noto volume Frêney 1961. La tempesta sul Monte Bianco di Marco Albino Ferrari
Al termine del percorso parteciperanno a una spedizione alpinistica internazionale.Dal 14 aprile al 14 maggio è possibile candidarsi alle quattro Eagle Sessions, aperte a un totale di quaranta giovani tra i 18 e i 25 anni. Da esse usciranno i dodici partecipanti alla fase nazionale, che si terrà tra il 2026 e il 2027
Il cordoglio è arrivato anche dalle Guide Alpine, di cui era membro dal 2016. Il commento del presidente Gianni Canale: «Una persona umile, lo ricorderò nell’ambiente che amava»
Da ieri mattina, domenica 2 giugno, non si hanno notizie del noto scalatore di Madonna di Campiglio, 35 anni, che era impegnato in una ascesa nella Cordigliera peruviana, nella zona di Huaraz
Lo scalatore 84enne si racconta. «Per me alpinismo vuol dire semplicemente passare dei momenti felici in mezzo alla natura. Camminare mi dava quindi un senso di libertà e felicità senza eguali»
A 67 anni, uno dei più forti alpinisti non soltanto italiani è tornato il mese scorso dopo l’ennesimo tentativo di aprire una nuova via sulla parete ovest della Torre Egger: "Ho visto il mio compagno cadere battendo sulle rocce, ho pensato che per lui fosse finita. Invece l'ho abbracciato e siamo scesi"
Il ragazzino è salito in cima alla montagna quando aveva appena 9 anni, pochi giorni fa il bis. «I social non mi entusiasmano, amo scalare». Assieme a lui il padre Hubert Wegmann, esperta guida alpina di Solda
Ai 3400 metri del ghiacciaio del Ruitor, in val d’Aosta, un bivacco futuristico realizzato in onore di Edoardo Camardella, il giovane alpinista morto sotto una valanga sul Monte Bianco
Il sentiero è stato liberato da detriti e ripulito da pezzi di legno e radici bruciate. Il necessario via libera è arrivato dal geologo provinciale. Sostituita una corda fissa di 18 metri
La guida alpina Hermann Comploj ha aperto una nuova variante di discesa. La dedica: «Ringrazio mia moglie Daniela che mi sostiene e incoraggia in questi progetti»