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Grado di pericolo valanghe 2 moderato (giallo) in quota in Trentino e dintorni per questo weekend di Pasqua, salvo la zona dell'Adamello, al confine con la Lombardia, dove si sale al livello 3 marcato (arancione), e qualche singola area indicata invece alla fascia 1 (verde) della scala.
Preoccupano, in particolare, i nuovi accumuli di neve ventata che poggiano sul manto precedente, creando situazioni di pericolo.
Ecco quanto scrive l'ultimo bollettino di Aineva in relazione alle condizioni in Trentino e aree limitrofe, riferito alla giornata di domani e alla tendenza per il giorno dopo.
Prealpi, Valle di Cembra, Bondone e Stivo, Alpi della Val di Non occidentali, Valle di Ledro, Paganella: la neve ventata è la principale fonte di pericolo.
Gli ultimi accumuli di neve ventata rappresentano la principale fonte di pericolo. Le valanghe possono coinvolgere gli strati più profondi del manto nevoso e raggiungere dimensioni medie.
Con vento da forte a tempestoso proveniente dai quadranti settentrionali negli ultimi giorni specialmente nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza si sono formati accumuli di neve ventata in parte di grandi dimensioni.
I nuovi accumuli di neve ventata poggiano su una sfavorevole superficie del manto di neve vecchia a tutte le esposizioni e per lo più al di sopra del limite del bosco.
Nel corso della giornata l'irradiazione solare causerà al di sotto dei 2000 m circa un ammorbidimento del manto nevoso.
Tendenza: pericolo valanghe stabile per sabato 4 aprile.
Latemar, Adamello meridionale, Primiero - Pale di S. Martino, Adamello -Presanella, Brenta settentrionale - Peller, Vallarsa, Folgaria - Lavarone, Brenta meridionale, Valle di Fassa, Sole, Pejo e Rabbi, Lagorai meridionale, Lagorai settentrionale, Maddalene, Marzola - Valsugana, Pinè valle dei Mocheni: attenzione alla neve ventata e alla neve vecchia con strati deboli persistenti.
Le valanghe possono distaccarsi soprattutto in seguito a un forte sovraccarico. Ciò soprattutto al di sopra del limite del bosco, come pure nelle zone di passaggio da poca a molta neve come all'ingresso di conche e canaloni.
Sui pendii ombreggiati molto ripidi, all'interno del manto di neve vecchia si trovano insidiosi strati fragili. Questi punti pericolosi si trovano soprattutto alle esposizioni da est a nord sino a ovest. Principalmente nelle zone in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni sono possibili valanghe di medie e, a livello isolato, di grandi dimensioni.
Il vento a tratti tempestoso ha causato il trasporto della neve. Con vento da forte a tempestoso proveniente dai quadranti settentrionali negli ultimi giorni specialmente nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza si sono formati accumuli di neve ventata in parte di grandi dimensioni.
I nuovi accumuli di neve ventata poggiano su una sfavorevole superficie del manto di neve vecchia soprattutto sui pendii esposti da est a nord sino a ovest e per lo più al di sopra del limite del bosco.
Nel corso della giornata l'irradiazione solare causerà al di sotto dei 2.000 metri circa un ammorbidimento del manto nevoso.
Sabato il pericolo di valanghe rimarrà invariato.
Dolomiti di Gardena, Costiera di Luson, Dolomiti di Sesto, Alta Valle Aurina, Alpi della Zillertal meridionali, Val di Vizze, Gruppo Sesvenna meridionale, Cresta di Senales, Gruppo Sesvenna settentrionale, Gruppo Saldura-Mastaun, Gruppo della Punta Cervina, Monti di Fundres occidentali, Gruppo della Cima San Giacomo, Monti di Fundres orientali, Racines, Gruppo della Cima Dura, Vallelunga, Catena delle Vedrette di Ries, Alpi dello Stubai meridionali, Alpi del Defereggen occidentali, Gruppo dell'Ortles, Val d'Ultimo, Monti di Pianol, Dolomiti di Braies, Alta Val Passiria, Gruppo Tessa: la neve ventata è la principale fonte di pericolo. La neve vecchia con strati deboli persistenti richiede attenzione.
Gli accumuli di neve ventata possono in parte subire un distacco in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali sui pendii esposti da ovest a nord sino a est al di sopra dei 2200 m circa. Attenzione soprattutto nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza. Le valanghe sono in parte di dimensioni medie. Le fessure che si formano quando si calpesta la coltre di neve sono possibili segnali di pericolo.
Inoltre, isolate valanghe possono distaccarsi coinvolgendo gli strati basali del manto e raggiungere grandi dimensioni, soprattutto sui pendii esposti a ovest, nord ed est al di sopra dei 2200 m circa e sui pendii esposti a sud in quota.
Sono possibili valanghe di neve a debole coesione, ma per lo più solo di piccole dimensioni. Ciò soprattutto sui pendii ripidi estremi in seguito all'irradiazione solare.
Il vento a raffiche ha rimaneggiato intensamente la neve fresca e la neve vecchia. Il legame reciproco tra i vari accumuli di neve ventata è in parte ancora scarso.
Il manto di neve vecchia è debole in alcuni punti, soprattutto sui pendii esposti a ovest, nord ed est al di sopra dei 2200 m circa e sui pendii esposti a sud in quota.
Tendenza: con il rialzo termico, leggero aumento del pericolo di valanghe di neve bagnata.
Grado di pericolo 1 – debole, per Alpi Sarentine meridionali, Alpi della Val di Non orientali, Dolomiti di Fiemme settentrionali.
La neve ventata recente deve essere valutata con attenzione.
Gli accumuli di neve ventata sono in parte instabili soprattutto sui pendii esposti da ovest a nord sino a est al di sopra del limite del bosco. Le valanghe possono a livello molto isolato distaccarsi coinvolgendo gli strati basali del manto e raggiungere dimensioni medie a livello isolato.
Il vento sarà da moderato a forte. Il vento ha causato il trasporto della neve. Si sono formati accumuli di neve ventata in parte instabili.
Per le Dolomiti e le Prealpi venete, anche il centro nivometeorologico bellunese di Arabba indica oltre il limite del bosco pericolo moderato (grado 2 giallo) con pericolo di lastroni da vento.
