Il consiglio provinciale alle prese con il ddl che a l'obiettivo di intervenire sul Pup per l'introduzione del corridoio est: rimangono ancora 1.801 ordini del giorno da discutere
Parere favorevole, a maggioranza, al disegno di legge per l'approvazione della variante al Pup relativa all'ambito di connessione del corridoio est tra il Trentino e il Veneto
Avevano impugnato la variante al Pup della Giunta provinciale. Per i giudici non vi è lesione degli interessi delle due amministrazioni perché non è stata fatta alcuna scelta definitiva
"La vera questione - ha detto Zaia - è il rapporto tra il concessionario e il Governo, più precisamente il Ministero delle infrastrutture, perché di mezzo c'è anche un tema di concessioni, che non compete a noi".
Il vice Premier e Ministro alle infrastrutture, Matteo Salvini, ha parlato oggi a Malo della possibilità di uno sblocco a nord dell'autostrada Valdastico, opera interconnessa in territorio vicentino alla Pedemontana Veneta
La strada era chiusa da più di un mese a causa di una grande frana che il 3 novembre aveva fatto precipitare sulla carreggiata grandi massi e detriti. Plauso di pendolari ed operatori turistici
Sopralluogo del presidente con tecnici e amministratori sulla strada danneggiata dalla frana. Danni per un milione di euro, rocciatori in parete per i disgaggi
L'architetto Renzo Priante ha studiato i progetti: "I costi enormi di realizzazione imporrebbero tariffe fuori mercato. Il confronto? Pensiamo al traforo del Monte Bianco"
Per il vice presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Nicola Finco, il collegamento resta strategico: «Vicenza troppo a lungo costretta alla marginalità»
Dopo lo stop vicentino («costoso e inutile»), interviene il vicepresidente del consiglio regionale Finco: «Prolungamento a nord strategico per Vicenza, i contrari ci ripensino»
Le risposte del partito: «Bene le ferrovie, ma la Valdastico contrasta con gli obbiettivi di tutela della salute e con pareri contrari del 2019 e 2021»
Sara Ferrari: «un no non ideologico, ma supportato dai fatti e dall'attualità, che vede l'opera infrastrutturale non solo obsoleta, ma anche incoerente con la visione futura dello sviluppo del Trentino»