ALA. Il trasferimento della sede amministrativa di Subaru Italia da Ala a Milano diventerà realtà con il primo luglio. Nonostante la richiesta, da più parti (politiche e sindacali, in primis) di ripensarci, la settimana scorsa i vertici europei della Fuji Heavy Industries, proprietari del marchio automobilistico, hanno confermato essere data improrogabile. Di fronte alla notizia, gli impiegati dello stabilimento alense si sono ritrovati in assemblea per decidere quali altre forme di protesta mettere in pratica per scuotere le coscienze dei proprietari della nota casa automobilistica. La rassegnazione ormai ha preso il sopravvento rispetto ai primi giorni della protesta, perché il colosso giapponese è irremovibile sul trasferimento.

Ora la Fiom Cgil, rappresentata da Michele Guarda, cercherà di avviare trattative con l’azienda sulla parte economica dei trasferimenti. «Inoltre - spiega Guarda dei metalmeccanici - cercheremo di convincere l’azienda ad avviare la trattativa per permettere ai lavoratori o di accettare l’incentivo per il trasferimento oppure accedere agli ammortizzatori sociali». In questo caso, l’azienda dovrebbe figurare la chiusura dello stabilimento di Ala per una riorganizzazione e una ristrutturazione interna: «In questo modo i lavoratori potranno scegliere se andare in mobilità oppure trasferirsi a lavorare a Milano». Nelle prossime ore Michele Guarda contatterà l’azienda per intavolare la nuova trattativa. (n.f.)

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