PHOTO
ALA. «E’ inutile che continuiamo a illudere i lavoratori sulla speranza che la sede rimanga ad Ala, noi siamo disponibili a dare degli incentivi per chi si sposterà a Milano e vogliamo capire quanti sono disposti a spostarsi». Ecco il succo della telefonata di giovedì dei vertici di Subaru Italia al sindacalista Michele Guarda (Fiom Cgil). Poche ore più tardi, l’incontro dell’assessore provinciale all’industria, Alessandro Olivi, in Comune, con tutti i lavoratori di Subaru: «Ho spiegato loro che la Provincia ha chiesto e pretende le formali garanzie da parte di Subaru per radicare in capo alla Provincia una trattativa nella quale si discuta in modo trasparente e non felpato» sulla possibilità di ottenere garanzie «che il sito di Ala, magari anche riconfigurato, possa trattenere delle funzioni. Ma non accetto che si possa, da l’altra parte, convocare il sindacato per affrontare la trattativa con i singoli lavoratori».
Insomma, la vertenza con Subaru Italia ogni settimana riserva qualche sorpresa. Come quella di ieri mattina, in Confindustria a Trento. Dove il presidente Kageyama e i legali della Deloitte hanno dovuto ammettere («per la prima volta», spiega Guarda) che non avevano ricevuto alcun mandato da parte di Tokyo per modificare il piano industriale del trasferimento di 43 amministrativi da Ala a Milano, ma solamente avviare una trattativa per gli incentivi con ogni lavoratore.
«Il loro gioco è ormai palese - spiegava ieri sera il sindacalista dei metalmeccanici - vogliono dividere il fronte della protesta dei lavoratori, ma noi non ci stiamo a questi giochetti sotto banco e abbiamo chiesto formalmente di congelare, fino a tempo indeterminato, il trasferimento della sede e di convocare un responsabile della casa madre in grado di avviare una trattativa formale. Nel caso provassero a contattare i lavoratori con lettere unilaterali noi metteremo in campo tutte le azioni legali per trascinarli in causa fino alla Cassazione». Lunedì gli impiegati torneranno al lavoro, nel frattempo i sindacati cercheranno di avviare la «trattativa seria» con Tokyo. (n.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
